Mitilo o Cozza
Nome scientifico:
Mytilus galloprovincialis
Nomi dialettali:
muscolo (Liguria)
dattero nero (Toscana)
cozza (Meridione)
peocio de mar (Veneto)

Valori Energetici:

Energia Kcal 84    
Energia KJ 351    

Vitamine:

Vitamina A 0.05 µg/100    
Vitamina B1 0.12 µg/100    
Vitamina B2 0.16 µg/100    
Vitamina B3 1.6 µg/100    
Vitamina B6 0.08 µg/100    
Vitamina C 2 µg/100    
Vitamina D 2 µg/100    
Vitamina E 1.11 µg/100    

Sali minerali:

Zinco 1.6 mg/100    
Sodio 290 mg/100    
Calcio 88 mg/100    
Ferro 58 mg/100    
Fosforo 236 mg/100    
Cloro 455 mg/100    
Potassio 320 mg/100    
Rame 0.09 mg/100    
Magnesio 65.7 mg/100    

Proteine, Grassi, Carboidrati:

Proteine 11.7 g/100    
Carboidrati 3.4 g/100    
Grassi 2.7 g/100    

Presente un pò ovunque sulle coste mediterranee il mitile, mollusco bivalve appartenente all'ordine degli ANISOMIARI, caratterizza la nostra fauna marina e, coltivato, alimenta una delle industri più fiorenti della provincia di La Spezia.

Nel Meditteraneo sono presenti due specie del genere mytilus minimus, molto piccoli, ed il mytilus edulis che può misurare fino a 12 cm. per 6 cm., questo ultimo viene coltivato a scopo alimentare. La Mitilicoltura, infatti, consiste nell'allevare in bacini costieri, dove l'acqua sia calma, non troppo salata e ricca di sostanze nutritive, i giovani mitili destinati al consumo.

Il mollusco è racchiuso in una conchiglia cuneiforme equivalve ricoperta da una epidermide liscia e nera su cui sono evidenti le linee di sviluppo del mitile stesso.

L'interno è madreperlaceo ed il corpo presenta un mantello con l'orlo nero frangiato sotto il quale si distinguono quattro branchie lamellari ed il "piede".

 

Alla base del piede si trova una ghiandola che produce il "bisso", organo formato da filamenti color paglia mediante i quali il mitile riesce a muoversi agganciando una nuova presa e staccando contemporaneamente dalla superficie cui aveva precedentemente aderito. Generalmente ermafroditi, al tempo della maturità sessuale, da novembre a febbraio i mitili si svuotano, cioè trasformano una parte carnosa del mollusco in una sostanza lattiginosa che fuoriesce dalle valve aperte e discende nell'acqua rendendola biancastra.

Tale sostanza, prende il nome di "lattime", è formata da una quantità imprecisabile di uova, ed avendo un peso specifico molto basso, rimane in sospensione sull'acqua. Dalle uova fecondate si sviluppa quindi una larva che viene sospinta dalle correnti verso i corpi sommersi (scogli, boe, pali, ecc.) ai quali si fissa ed in breve tempo si trasforma in "semenza" con il caratteristico guscio color grigio sporco.

Probabilmente, il mitile, deve sia alle dimensioni che al coloro dell'involucro in cui è racchiuso in questa fase di crescita l'appellativo dialettale Veneto di "Peocio de mar" (pidocchio di mare). Trascorsi tre mesi dalla nascita la semenza destinata alla produzione viene sottoposta a continui trattamenti e cure miranti a rendere il mitile grosso e carnoso nel più breve tempo possibile.

Dopo circa un anno i mitili raggiungono quelle caratteristiche che ne rendono possibile la commercializzazione, ma l'ambiente in cui vengono allevati e la perizia con cui i mitilicoltori svolgono la loro attività all'interno del vivaio giocano un ruolo determinante sui tempi di crescita.